Spesso si pensa che con la separazione e, a maggior ragione con il divorzio, tutto venga definito e che finalmente tutti i problemi si risolvano. Questo accade quando la coppia dopo tanti anni e con i giusti aiuti ha ritrovato una comunicazione, per il benessere dei figli.
Molto spesso (per non dire quasi sempre) non è assolutamente così, anche se è passato molto tempo e si sono fatte tante guerre, la tregua non arriva, gli avvocati pensano di aver finito il loro lavoro, mentre in realtà il lavoro inizia perché, se non si gestisce con estrema consapevolezza la separazione, i problemi ritornano!
In particolare, la disperazione continua a farsi sentire quando ci sono dei figli perché le decisioni relative a loro, devono essere sempre prese di comune accordo, ovviamente in regime di affidamento condiviso.

Un caso emblematico è quello di Nicolas che mi contatta sapendo che mi occupo in particolare dei problemi successivi alla separazione. Nicolas è separato da 7 anni e divorziato da 3, ma soprattutto era esausto: la moglie, con la quale ha tre figli e dalla quale è divorziato, ogni due mesi gli pignorava un quinto dello stipendio per farsi rimborsare le spese straordinarie sostenute per i figli e lui era costretto a pagare.
Premesso che in base al principio codicistico è necessario il comune accordo dei genitori, in materia di spese straordinarie – fatta eccezione per le spese mediche indifferibili ed urgenti che possono essere sostenute in assenza di comune accordo dando comunque titolo a conseguire il rimborso pro quota – la moglie di Nicolas ogni volta decideva di iscrivere un figlio ad un corso, di cambiare scuola, di portare l’altro figlio dal dentista senza, non solo non avere il consenso del padre, ma sentendosi libera di non avvertilo!
Nemmeno con un semplice messaggio sul cellulare!

Dopo aver spiegato a Nicolas la normativa sulle spese straordinarie e quindi averlo tranquillizzato dicendogli che quando si chiede il rimborso di una spesa straordinaria, al fine dell’accoglimento della domanda, si ha l’onere di fornire la prova di aver provveduto a consultare preventivamente l’altro e che l’assenza di qualsiasi consultazione, invero, esclude il rimborso. A quel punto iniziò a tranquillizzarsi sull’aspetto economico e, avendo creato un rapporto di estrema e reciproca fiducia, mi “confessò” anche che la madre si comportava come se avesse l’affidamento esclusivo dei figli. Lui poteva vederli solo quando e come lo decideva lei.
Lui per evitare di accentuare la situazione altamente conflittuale non si è mai ribellato ma stava molto male.
Abbiamo iniziato così un percorso di coaching per eliminare le sue paure. Oggi Nicolas continua ad avere una ex moglie autoritaria ma lui essendo consapevole sia a livello giuridico che a livello emotivo, di quello che può e vuole fare, è riuscito ad influenzare positivamente la moglie e ha ottenuto quello che ogni genitore separato cerca di ottenere senza dover necessariamente lottare: migliorare il rapporto con i suoi tre figli, ma soprattutto vederli con regolarità e frequenza.

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