Molto spesso i miei clienti quando si recano da me non hanno le idee molto precise sul significato vero della separazione e di altri termini legali, per questo ho deciso di scrivere un po’ di definizioni legali per fare chiarezza.

La separazione dei coniugi può essere legale o di fatto.
La separazione di fatto è quando due coniugi decidono di interrompere la coabitazione e si disinteressano l’uno dell’altro senza rivolgersi al Giudice; essa non ha giuridicamente alcun effetto.
La separazione legale è la sospensione temporanea degli effetti degli adempimenti dei doveri matrimoniali, uno stato transitorio dei coniugi in attesa di una riconciliazione o di eventuale divorzio. E’ un istituto regolato dal codice civile e da altre norme speciali e non scioglie il matrimonio, né fa venire meno lo status giuridico di coniuge, ma sospende solo diversi effetti del matrimonio quali ad esempio la comunione dei beni, l’obbligo di fedeltà e l’obbligo di coabitazione.
La separazione legale si distingue a sua volta in separazione consensuale quando avviene su accordo dei coniugi ed è omologata dal Giudice, oppure separazione giudiziale quando avviene per volontà unilaterale di uno solo dei coniugi ed è stabilita dal Giudice.
Con il divorzio (introdotto e disciplinato con la legge 1.12.1970 n. 898), si ha lo scioglimento qualora sia stato contratto matrimonio con rito civile, la cessazione degli effetti civili qualora sia stato celebrato matrimonio concordatario.
Terminati definitivamente gli effetti del matrimonio, sia sul piano personale (uso del cognome del marito, presunzione di concepimento, etc.), sia sul piano patrimoniale. La cessazione del matrimonio produce effetti dal momento della sentenza di divorzio, senza che essa determini il venir meno dei rapporti stabiliti in costanza del vincolo matrimoniale. Solo a seguito di divorzio il coniuge può pervenire a nuove nozze.
Il divorzio congiunto si ha quando c’è accordo dei coniugi su tutte le condizioni da adottare: in questo caso il ricorso è presentato congiuntamente da entrambi i coniugi.
Il divorzio giudiziale si ha quando non c’è accordo sulle condizioni: in questo caso il ricorso è presentato anche da un solo coniuge.
Divorzio breve
Con la Legge 6 maggio 2015, n. 55 è stata modificata la disciplina sia per le separazioni giudiziali sia per quelle consensuali.
Se c’è stata una separazione giudiziale: si riduce da tre anni a dodici mesi la durata minima del periodo di separazione ininterrotta dei coniugi che legittima la domanda di divorzio; tale termine decorre dalla comparsa dei coniugi davanti al presidente del tribunale nella procedura di separazione personale.
Se c’è stata una separazione consensuale: si riduce a sei mesi la durata del periodo di separazione ininterrotta dei coniugi che permette la proposizione della domanda di divorzio; questo termine più breve si applica anche alle separazioni che, inizialmente contenziose, si trasformano in consensuali; il termine di 6 mesi decorre dalla comparsa dei coniugi davanti al presidente del tribunale nella procedura di separazione personale.
La legge sul divorzio breve anticipa lo scioglimento della comunione legale: nella separazione giudiziale, al momento in cui il presidente del tribunale, in sede di udienza di comparizione, autorizza i coniugi a vivere separati. Nella separazione consensuale, alla data di sottoscrizione del relativo verbale di separazione, purché omologato.
Queste sono alcune definizioni estratte dal codice di procedura civile. Ogni separazione o divorzio è diverso e a sé stante. Il consiglio rimane sempre quello di affidarsi ad un legale di fiducia per tutelarsi e tutelare, qualora ce ne siano stati, i figli nati durante l’unione.
Se vuoi ricevere una consulenza contattami. E’ possibile anche tramite skype.

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