Esiste una metodologia del coaching da seguire per arrivare ad ottenere dei risultati concreti.

Il coach lavora sulle tua abilità, abitudini e comportamenti per Conoscere, Crescere e Costruire, aiutando il cliente a prendere decisioni importanti.
Oggi ci si rivolge al coach, perché in un momento difficile , non si sa cosa fare o non si è capaci di farlo da soli. Spesso non si è in grado di muoversi da soli non perché realmente non sappiamo farlo ma in qualche modo si tende a procrastinare a causa degli impedimenti o interferenze che si creano nella nostra vita.
A breve, con la graduale conoscenza dell’attività del coach, le persone diventeranno consapevoli della necessità di avere una figura al proprio fianco che li aiuti a gestire le problematiche quotidiane. Ognuno di noi, ogni qualvolta si sente perso o semplicemente confuso sul da farsi, dovrebbe avere una sua guida per trovare la propria strada ed ottenere risultati specifici e di successo. Il successo del coach si basa sul successo del cliente.
Il sostegno del coach è ancora più efficace quando lui stesso possiede una mappa per uscire dalla foresta perché lui/lei c’e’ già stato e ne è già uscito.

Solo in questo modo, la figura del coach è fondamentale per superare un momento buio, superare traumi passati, prepararsi per affrontare una scelta importante e trovare la soluzione migliore per il cliente, portandolo nella direzione desiderata e giusta per lui.

Io, in qualità di avvocato coach, applico una metodologia del coaching che quasi sempre prevede delle fasi standard; poi, ovviamente, a seconda delle esigenze e degli obiettivi che ci si è prefissati, può essere integrata o prolungata.
Occupandomi prevalentemente di crisi di coppia, coniugali, separazioni, divorzi e problemi post separazione, è evidente che il mio intervento di coaching possa subentrare in diversi momenti. A volte prima di una separazione: per capire se sia giusto per quel particolare cliente separarsi o ristrutturare la crisi di coppia, a volte durante la separazione per accompagnare il cliente nel suo percorso emotivo, spesso dopo la separazione quando solitamente subentrano tutte le problematiche relative alla ricostruzione di una comunicazione efficace in un rapporto ormai finito.

Premesso questo, posso dire che la fase conoscitiva e di sviluppo prevede circa 10 incontri, è preferibile che questi avvengano in un periodo massimo di due mesi e mezzo; poi a seconda della richiesta e della situazione del mio cliente si può fare una full immersion di due giorni o degli incontri virtuali.

  • Nel primo e secondo incontro si fa la fotografia del cliente, si individua dove si trova e qual è la sua specifica problematica in quel momento di vita.
    Per fare ciò solitamente si fanno delle domande verbali specifiche alle quali il cliente deve rispondere nel modo più dettagliato possibile; talvolta questi primi due incontri vengono superati dall’invio di un questionario e dalla compilazione dettagliata dello stesso.
    Questa scelta viene fatta con il cliente, il quale a volte esprime meglio le proprie difficoltà scrivendole, altre volte preferisce esprimersi e confrontarsi a voce.
  • Nel terzo incontro chiedo al mio cliente di scrivere, di raccontare, di visualizzare tutte le soddisfazioni e le delusioni dell’ultimo anno e di scrivere o ricordarsi 3 lezioni che ha imparato da queste esperienze.
  • Nel quarto incontro si sceglie una sola delle tre lezioni che ha imparato e si lavora su quella che diventa, formulandola in modo corretto, la linea guida del cliente che deve sempre ricordare.
  • Il quinto ed il sesto incontro sono quelli in cui si analizzano la visione, la missione e l’ambizione.
    • La visione è chi è il cliente e/o chi vuole essere.
    • La missione è quello che il cliente fa e/o vuole fare.
    • L’ambizione coincide con quello che vuole ottenere
  • Il settimo e l’ottavo incontro si definiscono in modo esplicito gli obiettivi e si lavora su un piano d’azione dettagliato.
  • Nel nono e decimo incontro, si identificano le risorse necessarie per realizzare gli obiettivi, per poi trasformarli in risultati, con delle regole comportamentali.

Con questi 10 incontri solitamente viene fatta una rilevazione esatta dei dati, si capisce in che punto si trova il cliente e dove vuole andare, si stabilisce il piano di azione per realizzare “Il progetto” . Ora si deve passare all’azione , alla costruzione del progetto sostenendo il cliente, ad esempio: per ristrutturare un’esperienza negativa, per installare risorse potenzianti qualora fosse necessario oppure per prepararlo/a ad affrontare un evento importante.
Come avvocato coach a me capita per lo più di preparare il mio cliente ad affrontare una crisi coniugale, una separazione, un divorzio.
Questa fase di “sostegno” non ha una durata specifica perché dipende da molti fattori; sicuramente quando si è qui si è già a buon punto perché si è maggiormente consapevoli e si ha bisogno di una guida che accompagni la realizzazione di ciò che è stato deciso e quindi di ciò che si desidera realmente.
Nella mia esperienza di avvocato coach raramente mi è capitato di partire da questa fase di sostegno, il mio accompagnamento c’e’ stato fin dai primi passi.
Ricordo un caso per me molto gratificante di un professionista che, dopo aver affrontato due separazioni e una convivenza, si è rivolto a me ed insieme abbiamo fatto un percorso di potenziamento delle risorse e di ristrutturazione delle sue esperienze passate. E’ stato molto interessante nonché gratificante poter sostenere una persona già così tanto consapevole.

Bisogna però precisare una cosa: ogni coach è diverso dall’altro e, pertanto, anche se esiste una metodologia comune, è altresì vero che ogni percorso sarà diverso poiché ciò che emerge durante gli incontri sono le personalità del cliente e del coach.  E’ notorio infatti che ogni coach attira determinati clienti che in quel particolare momento della loro vita hanno bisogno di quel particolare coach.

 

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