La sig.ra Enrica si trovava in una situazione altamente conflittuale con il marito, il quale non ne voleva assolutamente sapere di separarsi. E’ arrivata da me disperata, piangente quasi in stato confusionale: le spiego che non approccio alla professione come un avvocato tradizionale e che proprio nella sua situazione sarebbe necessario fare un percorso emotivo con lei, da sola, con l’obiettivo di affrontare il marito in un modo nuovo.

Il suo più grande scoglio era: che senso ha fare un percorso individuale se intanto mio marito ogni volta che gli parlo di separazione mi minaccia e non solo?
Pur occupandomi di coppie in crisi le spiegai che lavorare individualmente, in modo alternato con ognuno di loro e, nella peggiore delle ipotesi, con uno solo di loro avrebbe portato dei risultati sicuri. Solo dopo che la singola persona capisce cosa vuole e come ottenerlo cambierà il suo modo di porsi con il partner e questo, a sua volta, percepirà il cambiamento e, inevitabilmente, modificherà il proprio atteggiamento.
Dopo una serie di colloqui molto intensi a livello emotivo, Enrica raccontò al marito il percorso fatto con me e lo convinse a conoscermi.

Ricordo ancora adesso dopo un anno, le parole che mi disse il marito appena entrò in studio: “Sono venuto qui da lei perché mia moglie mi ci ha portato, sicuramente sono incuriosito dal suo modo di lavorare, che ho visto su Facebook, ma non ho nessuna intenzione di separarmi!”.

Lo misi di fronte a tutto lo scenario legale che gli si poteva prospettare visto che sua moglie era molto determinata a interrompere il rapporto, separazione nella quale era presente anche una figlia di pochi mesi, facendogli capire che la strada della separazione consensuale è molto più breve e meno dispendiosa di quella giudiziale e che in ogni caso la separazione ci sarebbe stata.
Bisognava solo decidere come separarsi, visto che per porre fine ad un legame basta solo uno dei due lo voglia.
Uscì dallo studio un po’ risentito e continuò a ripetermi le cose dette all’inizio ma in modo molto meno convinto. Il giorno dopo ricevo una telefonata dalla moglie la quale strabiliata mi dice che suo marito accetta la separazione e che entrambi desideravano che io seguissi la pratica diventando il loro avvocato.

Il giorno ancora dopo ricevo la telefonata dal marito il quale mi chiede di vederlo da solo. Faccio con lui 4 incontri di Coaching molto speciali, al termine dei quali, emerge che anche lui voleva separarsi ma per una serie di paure non voleva che tutto ciò accadesse.

Ora Enrica ed Enzo sono consensualmente separati ed entrambi continuano ad essere miei clienti. Ognuno di loro mi chiede di essere guidato nelle scelte che li riguardano anche dopo la separazione perché, come tutti sappiamo, la separazione segna sicuramente la fine di un legame ma soprattutto l’inizio di una nuova vita che presenta problematiche di diverso tipo. Il vero cambiamento è imparare ad affrontare le cose giorno dopo giorno, consapevoli di noi stessi e con il giusto supporto.

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