Il 26 maggio 2015 è entrata in vigore la legge che è stata comunemente definita “Divorzio breve” ma in che cosa consiste?

Prima di questa legge per lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio, uno dei coniugi poteva chiedere il divorzio non prima di 3 anni dalla data di separazione; adesso se la separazione è consensuale possono passare solamente 6 mesi, altrimenti un anno se si deve ricorrere al divorzio giudiziale, ovvero quando si rende necessario l’intervento del giudice. E questo indipendentemente dalla presenza o meno di figli.
Secondo le stime, al momento, sono circa 200.000 i procedimenti pendenti che potrebbero utilizzare le regole più veloci di questa legge.

Oltre alle tempistiche più snelle un’altra novità importante riguarda la comunione dei beni: viene sciolta dal momento in cui si sottoscrive la separazione consensuale oppure in cui viene autorizzata dal giudice. Prima purtroppo questa si realizzava solamente con il passaggio in giudicato della sentenza di separazione.

Questa riforma è orientata alla graduale scomparsa della separazione, nella prospettiva dell’adozione di un modello unico di regolamentazione divorzile della crisi di coppia.
Il processo di sdrammatizzazione del divorzio porterà con il tempo all’eliminazione del giudizio di separazione che esiste ancora in Italia e in altri pochissimi Paesi, come in Irlanda del Nord, Malta e Polonia.
Allo stato attuale, la riduzione drastica dei tempi tra separazione e divorzio, incentiva la ricostruzione di esperienze di coppia ormai logorate e consente di non percepire questi due momenti come una duplicazione di procedimenti nella crisi della vita coniugale. Molto probabilmente porterà anche ad una maggiore serenità tra i genitori che hanno risolto con più celerità il problema della definizione legale della loro scissione coniugale, infatti è soprattutto la decisione ed il modo con cui si separano le proprie vite, che ha rilievo ai fini del buon rapporto con i figli.

Bisogna però considerare anche un dato importante che ci viene fornito dalle statistiche: non tutte le separazioni evolvono in divorzio. L’ultimo dato disponibile vede che nel 2012 sono state definite 88.288 procedure di separazione e 51.319 procedure di divorzio. Il numero di separazioni non coincide quindi nel tempo con il numero dei divorzi.
Questo potrebbe dipendere da molti fattori, tra cui in primo luogo quello della lunghezza dei tempi che può scoraggiare il ricorso al divorzio avvertito magari come costoso o non necessario. Naturalmente non è escluso che in molti casi possa anche dipendere da convinzioni personali circa l’inopportunità di divorziare.
In ogni caso sicuramente a livello teorico, il divorzio breve da la possibilità di voltare pagina più rapidamente e in modo meno indolore, ma non necessariamente tutte le coppie che decidono di divorziare riescono effettivamente a ricominciare una nuova vita, se prima non elaborano il forte trauma che hanno vissuto.

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