Definizione

Il coaching  è un’ attività volta ad ottenere scelte condivise dai coniugi, che  non necessariamente porta alla separazione. E’ un processo di cambiamento che facilita inizialmente un solo coniuge a superare tutti i momenti di crisi legati ai conflitti familiari. Per superare i problemi di coppia è necessario prima fare un percorso di crescita personale.

Il cambiamento personale induce poi, come sempre avviene in tutte le relazioni umane, il cambiamento anche nell’altra parte.

La mediazione è un percorso per la riorganizzazione delle relazioni familiari in vista della separazione in un contesto strutturato in cui  il mediatore, sollecitato dalle parti, a volte consigliate dal giudice nella fase preliminare, le aiuta ad elaborare un programma di separazione soddisfacente per sé e per i figli. In sostanza la mediazione è un componimento del contenzioso operato da una parte terza, il mediatore, che si pone come consigliere esterno ed equidistante.  Non è mai previsto che il mediatore svolga una attività in favore di uno solo dei coniugi.

Ambito di applicazione :

Con il coaching si può intervenire

  • nella fase prima della mediazione per supportare le attività successive ( attività preparatoria alla mediazione, di verifica per  aiutare il coniuge a capire se sia effettivamente necessario separarsi, di esame delle singole problematiche familiari).
  • durante l’ attività di mediazione come strumento di conciliazione
  • dopo la mediazione come attuazione dell’ accordo.

La mediazione interviene solo quando viene sospesa la causa di separazione o prima della separazione, con il solo obiettivo di separarsi. E’ sempre dunque un’attività riferita in modo quasi esclusivo al caso, ai dati oggettivi, al contesto.

 

Fase di implementazione

Con  il coaching si possono supportare i coniugi nella realizzazione effettiva di quanto stabilito nell’accordo.

Nella mediazione manca la fase di  implementazione,  si conclude con l’ accordo di separazione ma non si sa cosa accadrà dopo.

 

Consenso dei coniugi e finalità

Per il coaching non è necessario il consenso di entrambi i coniugi, infatti può essere utilizzato anche solo su una delle due parti  per prepararla a combattere in vista di un’eventuale separazione giudiziale.

Ritengo che il modo migliore per aiutare effettivamente la persona che sta vivendo una forte crisi di coppia sis quello di guidarlo individualmente perché solo così lo si mette in una posizione più serena per operare delle scelte consapevoli. La presenza dell’ altro partner in un percorso di coaching è condizionante e nessuno dei due, per quanto si riesca a trovare all’ interno degli incontri una nuova forma di comunicazione , cambierà al di fuori degli incontri la sua prospettiva nel rapportarsi ad un nuovo modo di affrontare il problema.

Per la mediazione è indispensabile il consenso di entrambi i coniugi e quando funziona, si conclude con un accordo di separazione.

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