Affrontare le situazioni di petto non è da tutti. E nella vita, soprattutto nei momenti difficili diventa necessario fare delle scelte.
Questo è il caso di Elsa che, durante un periodo di forte crisi matrimoniale, tornando a casa una sera come tante, scopre che il marito ha abbandonato la casa portando via con sé i propri effetti personali. Il fuggitivo si era trasferito in un’altra abitazione lasciando la moglie e le figlie senza alcuna disponibilità economica ben sapendo che Elsa non avesse alcun tipo di reddito occupandosi questa a tempo pieno delle bambine.
C’è chi di fronte alle situazioni difficili tira fuori il meglio di sé e chi al contrario invece di assumersi le proprie responsabilità opta per la strada più semplice e preferisce scappare.
Traumatizzata dall’accaduto e angosciata dalla situazione d’emergenza economica in cui si trovava, Elsa mi ha domandato quale fosse la strada più celere per ottenere dal Tribunale la condanna di Guido all’adempimento dei suoi doveri nei confronti della moglie e delle due figlie.
Mi ricordo che ai primi incontri presso il mio studio, osservando Elsa mentre mi raccontava la sua storia, profondamente offesa e delusa dell’accaduto, capii che il cuore del problema non fosse solo quello economico ed allora la aiutai, attraverso un percorso di consapevolezza, a riparare un grave trauma che se non fosse stato affrontato in tempo, avrebbe inciso profondamente nella vita futura della mia cliente.
Sotto il profilo legale, cominciai a prenderla alla larga illustrando le varie ipotesi da intraprendere per fare in modo che un padre e marito torni ad occuparsi della famiglia supportandone i costi.
La prima è quella di chiedere al Tribunale competente l’adozione di provvedimenti d’urgenza e nella specie sussiste la possibilità di chiedere via anticipata la condanna del marito al versamento di un assegno di mantenimento, sempre via d’urgenza per i figli ed eventualmente anche per la moglie.
In tal caso però non può non essere considerato che l’urgenza richiesta potrebbe essere frustrata dal carico del Tribunale che non può rispondere in tempi congrui all’esigenza di una madre rimasta senza mezzi di sussistenza per sé e per i figli.
L’alternativa è quella del decreto ingiuntivo che permette a chiunque vi abbia interesse di ottenere dal Presidente di Tribunale un ordine di pagamento a carico del soggetto inadempiente ovvero in questo caso il marito di Elsa. Tale ordine diventa definitivo se non viene proposta opposizione entro termini di legge.
Altra possibilità è quella comunque di presentare subito una denuncia penale ex articolo 570 del codice penale, avendo il marito lasciato senza risorse economiche la moglie con l’aggravante di non provvedere alle esigenze delle due figlie.
A questo punto della storia insieme ad Elsa abbiamo compiuto un suo percorso individuale volto ad innescare un processo di miglioramento e consapevolezza personale. Solamente in questo modo è riuscita a compiere la scelta migliore per lei e le sue figlie.
Ma ogni caso è diverso e può avere diversi epiloghi.
Se anche tu ti sei trovata/o in questa situazione contattami e ne parleremo insieme.
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