Partendo dal presupposto che noi avvocati siamo una pessima categoria, esistono delle eccezioni.
Solitamente, infatti, l’avvocato aumenta la conflittualità e spenna il cliente.
Ci sono alcuni casi in cui non si può fare a meno di ricorrere ad un legale, ad esempio quando ci si vuole separare/divorziare.
Come voi tutti sapete, in mancanza di un accordo tra i coniugi, si deve ricorrere al deposito di un atto giudiziale che solitamente comporta anni e anni di causa.
L’altro coniuge si difende con un altro avvocato e ci si trova almeno in 4 a scannarsi, oltre a tutti i fantasmi rappresentati dai condizionamenti delle persone a noi più vicine.
Questi contenziosi, in particolare quando ci sono dei figli non ancora indipendenti, durano all’infinito e solitamente lasciano tracce per moltissimo tempo.
Uno dei due coniugi vince in primo grado, l’altro fa ricorso. E così avanti per anni, a meno che non si faccia una ricerca accurata del professionista che davvero si prenda a cuore la situazione drammatica che si sta affrontando.
Così spesso ci si ritrova in cassazione perché uno dei due genitori/coniugi non ha accettato di aver perso, voleva qualcosa di diverso.
Un avvocato che abbia un vissuto forte, che faccia tesoro della propria esperienza per aiutare davvero i suoi clienti o magari che abbia le competenze “umane” oltre che legali, che ogni avvocato familiarista dovrebbe avere.
Il mio consiglio è  di scegliere fin da subito il professionista grintoso ma accogliente,
con un’ esperienza personale simile ma pronto e forte, che sappia soprattutto ascoltare  e  dare i consigli ad hoc per te, che agevoli la tua separazione affrontando insieme a te le problematiche che insorgono quotidianamente senza mai farti sentire solo!
Buona fortuna!
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