Il Cliente va curato già dalla prima telefonata, durante la quale è importantissimo l’ascolto per focalizzare la sua situazione e poter  esporre fin da subito le varie possibilità.

Il colloquio telefonico dovrebbe essere breve, attento ed efficace, con l’obiettivo di trasmettere serenità al cliente che arriverà in studio meno impaurito e più a proprio agio.

Questo tipo di approccio è necessario perché il cliente sta facendo un grande passo di consapevolezza: sa di aver bisogno di aiuto e deve essere accolto nel modo più delicato possibile, altrimenti si rischia di non vederlo più.

E’ poi di fondamentale importanza la comunicazione “non verbale”. Personalmente ricevo il cliente facendolo sedere al mio fianco e non di fronte, possibilmente su due sedie di uguali grandezza, cerco di metterlo a proprio agio in modo che possa iniziare dopo un mio approccio iniziale, a raccontarmi come mai è qui e cosa vorrebbe che io faccia per lui/lei.

Si passa alla fase dell’ascolto attivo in cui la comunicazione avviene in modo fluttuante, spontaneo . Solitamente non interrompo il cliente a meno che non si renda necessario per sottolineare l’importanza dell’argomento che sta trattando.

Non prendo appunti, dedico tutta la mia attenzione alle sue parole per entrare davvero in contatto con la sua parte più intima.

A volte il cliente arriva con una richiesta esplicita di aiuto, vorrebbe quasi che l’avvocato si sostituisse a lui per la decisione che deve prendere; altre volte la ricerca di supporto è nascosta e sta nell’abilità e/o sensibilità del professionista tirarla fuori, lavorando sulla parte emotiva.

Difficilmente al primo incontro dall’avvocato, la persona, anche se è consapevole che il suo rapporto è in crisi, procede immediatamente chiedendo la separazione.

Dopo un colloquio della durata media di 45 minuti l’avvocato deve essere in grado di consigliare il percorso più idoneo per la situazione che sta vivendo il proprio Assistito.

No votes yet.
Please wait...